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Può sembrare eccessivo usare il termine «storia» per narrare gli avvenimenti accaduti a Lampedusa dalle origini a oggi. Infatti una parte di essi sono sul filo tra cronaca e leggenda e nei tempi più lontani si perdono nel buio dei secoli senza che le poche tracce della presenza umana possano utilmente illuminare quel buio. Alcuni storici, fra i quali il Golzio e il Torremuzza, hanno sostenuto che le arti e le scienze fossero fiorenti a Lampedusa e ne sono testimonianza i monumenti antichi, le ferriere, i bagni, le monete che vennero ritrovati nella prima metà dell'Ottocento. E' certo che l'isola fu abitata dai greci, dai romani, dai saraceni, questi ultimi scacciati nell'anno 813 d.C. dal telesiarca greco Gregorio. Le monete ritrovate nei sepolcreti rinvenuti in prossimità della Grotta della Regina attestano con certezza che i romani erano presenti a Lampedusa all'epoca delle Guerre Puniche e che, con Linosa, se ne servirono come utilissime basi navali e strategiche per le spedizioni contro Cartagine. Lo confermano fra l'altro le oltre 150 cisterne per acqua di tipica costruzione romana rinvenute nella sola Linosa, nonché stufe, tombe, lampade. Tra le molte monete arabe, turche, veneziane, francesi, maltesi ne fu trovata una con l'effigie di una testa (romana?) da un lato e di una lupa che allatta due bambini al suo rovescio. Dopo la cacciata dei saraceni l'isola fu abitata da popoli diversi e ne è riprova, secondo il Sanvisente, « il ritrovamento di cadaveri umani sistemati nelle tombe in pose diverse da quelli che li avevano preceduti».
Seguiamo nella nostra escursione l'ordine cronologico degli avvenimenti. Dopo la cacciata dei saraceni (813 d.C.) per circa sei secoli il silenzio quasi totale, poi...

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1430 Alionso V d'Aragona (1396-1458), detto il Magnanimo, primo re di Napoli, adottato da Giovanna Il di Napoli nel 1421, dopo avere occupato Napoli con l'accordo segreto di Visconti, vi governa introducendo istituzioni e costumi spagnoli.
Concede nel 1430 a Giovanni de Caro dei baroni di Montechiaro, cameriere del re, tutti i poteri sull'isola di Lampedusa.

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1551 L'ammiraglio genovese Andrea Doria (1466-1560), al servizio di Carlo V (1520) dal quale ottenne la liberazione di Genova (dopo essere stato al servizio dì Francesco I), è inviato con la flotta di galere da guerra a Mekdia (Tunisia) per rifornire il presidio militare che occupava quella città da qualche tempo. Mekdia (la moderna Mahdia sulla costa orientale tunisina a ridosso di Capo Africa a sud di Monastir), distante da Lampedusa circa 80 miglia, era diventata il quartier generale dei corsari africani al comando di Dragut (o Dorghut), famoso corsaro turco, allievo della severa scuola di ardimento del più celebre corsaro Khair addin detto Barbarossa. Entrato al servizio diretto del sultano Solimano I, partecipò alla conquista di Tripoli e ne divenne governatore nel 1556.


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